Copertina rigida artigianale ombrata e lievemente rovinata. Copertina originale interna. Caratteri in oro impressi sul dorso. Pagine ingiallite con gore e fioriture. Mancante di casa editrice e anno di pubblicazione (sicuramente fine 800 inizi 900).
Copertina uso tela legatura artigianale ingiallita e sporca. Tagli sporchi di polvere e ingialliti con barbe pagine ingiallite intonse cucitura allentata. Collana:"Capolavori italiani diretta da Ferdinando Martini".
Volumem solido e compatto in copertina rigida telata con titoli e fregi sul dorso rivestita di sovracopertina editoriale lucida illustrata con alette informative. Interni pulitissimi bianchi privi di segni o marcature rilegatura margini e tagli perfetti. Usato come nuovo.
Copertina flessibile con alette informative appena ingiallita e con lievi segni d'uso tagli e pagine imbruniti buona la fruibilita'. Collana "Piccola Biblioteca La Scala".
Libro usato in condizioni mediocri. Pagine ingiallite con annotazioni a penna e matita. Tagli regolari impolverati Copertina flessibile cartonata con segni di usura e lievemente ombrata
Nella Collana Babele Linguaggi e Filosofia. In copertina flessibile cartonata millerighe in ottimo stato così come la sovracopertina editoriale lucida con alette. Agli interni le pagine si presentano in ottimo stato lievissima indoratura ai margini esterni tagli regolari rilegatura salda e unita. Molto buono
Copertina cartonata con segni d'uso, sporca. Volume facente parte dell'Opera Omnia di Alfredo Oriani (1852-1909) a cura di Benito Mussolini. Le opere di Oriani spaziano dal romanzo ai trattati di politica e di storia, dai testi teatrali agli articoli giornalistici, sino alla poesia. Dopo la fine della Grande Guerra il fascismo si appropriò del pensiero di Oriani e tese a valorizzarlo e a diffonderlo con la pubblicazione, negli anni '30 del novecento, delle opere complete, edite in 30 volumi da Cappelli. Quest'opera venne curata da Benito Mussolini. Apprezzamento per il pensiero di Oriani venne anche dal Gramsci dei Quaderni: egli, riflettendo sulla mancanza in Italia di una letteratura nazional-popolare, vedeva in Oriani uno dei pochi autori italiani consapevoli di questa esigenza.