Copertina: cartonata, con segni d'usura ai margini. Legatura: a colla. Dorso: nervato. Taglio: ingiallito, irregolare in modo lieve, sporco. Sguardi: ingialliti, con gore. Frontespizio: con fioriture, ingiallito
Copertina: cartonata. Emilio Bodrero (1874-1949), Storico della filosofia e importante uomo politico italiano, deputato al parlamento (1924-34) per due legislature, senatore dal 1934 al 1944, fu (1925-28) sottosegretario all'Educazione nazionale. Prof. di storia della filosofia a Messina (1914-15) e poi (1915-40) a Padova, dal 1940 di storia e dottrina del fascismo a Roma, si è occupato del pensiero antico, e particolarmente dei presocratici. Intimo delle cerchia di Mussolini, aderଠalla RSI. Seguace della metafisica della storia. Raro.
301 p. ; 22 cm. Copertina in cartoncino plastificato illustrata in seconda due dipinti di PIcasso in terza firma nell'angolo inferiore esterno. Taglio con lieve traccia di sporco.
Copertina in brossura con alette sporca con segni d'usura. Sguardi con fioriture segni di umidità. Paginazione brunita lievemente con sottolineature a matita con appunti scritti a margine con fioriture. Taglio sporco.
Legatura: editoriale. Copertina in cartonato plastificato. Sovraccoperta plastificata illustrata Alette informative. Taglio ombrato lievi tracce di sporco su quello superiore. Alla fine del 1995 l'Italia è in mano al governo tecnico di Lamberto Dini promosso dal presidente Scalfaro e appoggiato da forze politiche eterogenee. Un esecutivo a scadenza e senza maggioranza si trova alle prese con questioni delicate quali approvare la finanziaria o studiare una par condicio aggiornata ed efficace. Eppure in qualche modo l'interregno di Dini fa comodo a entrambi gli schieramenti in cerca di assestamento. Quando nell'aprile del '96 si torna alle urne a uscirne vincitore è il centrosinistra. L'Ulivo ottiene una larga affermazione al Senato ma gli serve l'appoggio esterno di Rifondazione comunista per raggiungere una salda maggioranza alla Camera. Prodi si trova nella stessa situazione vissuta da Berlusconi: tenuto sotto scacco da alleati minoritari che con un pugno di voti influenzano l'azione di governo. Con un'instabilità che pare ormai patologica e sembra condannare di nuovo la politica italiana alla stasi la tanto attesa Seconda Repubblica palesa tutti